Corso di specializzazione in Filologia della Fotografia e del Cinema amatoriale della durata di DUE SEMESTRI (12 ottobre 2020 - 19 marzo 2021/19 aprile-5 luglio) 

 

IL PATRIMONIO FOTOGRAFICO E FILMICO AMATORIALE SVIZZERO E ITALIANO

 

Corso di specializzazione in archivistica e digital humanities per la formazione di specialisti nel descrivere, conservare, utilizzare e valorizzare fotografie e film amatoriali conservati negli archivi, biblioteche e in altre istituzioni svizzere e italiane.

 

PRESENTAZIONE

Il Research Centre for European Philological Tradition, affiliato alla Franklin University Switzerland, di Lugano e la Fondazione Receptio di Lugano organizzano il primo corso dedicato agli archivi amatoriali, ai fondi archivistici fotografici istituzionali o privati e alle raccolte di fotografie e di filmati di famiglia conservati in archivio, in biblioteca o in collezioni pubbliche o private. Il corso si pone l’obiettivo di fornire ad archivisti, catalogatori, operatori culturali di istituzioni pubbliche o private, storici dell’arte, studiosi della storia sia svizzera, sia italiana, fotografi, dottorandi, ricercatori e docenti di ogni ordine e grado le conoscenze di base dal punto di vista metodologico, teorico e epistemologico e i ferri del mestiere necessari a descrivere, catalogare, conservare, valorizzare o fruire ai fini della ricerca i complessi fotografici e dei film di famiglia. Verranno affrontati i temi della formazione degli archivi fotografici e filmici amatoriali, della presenza delle fotografie e dei supporti filmici in archivio, in biblioteca e in collezioni istituzionali o private, indagando gli aspetti metodologici collegati alla materialità e alla dimensione archivistica e catalografica di tali supporti in rapporto soprattutto ai contesti di produzione, di conservazione e di uso di tali patrimoni culturali, anche nel web. Verranno prese in esame le principali pratiche che caratterizzano lo studio e la rappresentazione delle aggregazioni di materiali iconografici, fotografici e filmici, al fine di conoscere i criteri e le metodologie che consentano di descrivere e di catalogare le fotografie nel contesto delle diverse tipologie di sedimentazioni archivistiche, cui esse appartengono. Sarà proposto l’esame dei software disponibili per la loro descrizione così da offrire una piattaforma attraverso cui imparare le tecniche d’inventariazione delle fotografie e delle immagini in movimento, oltre che di conoscere le questioni connesse alla loro pubblicazione e diffusione nella rete al fine della valorizzazione di un fotografo, di un filmmaker, tramite un approccio multidisciplinare che consente di indagare la naturalità, i nessi e i vincoli che caratterizzano le originali aggregazioni di fotografie e filmati amatoriali, chiarendo i concetti di soggetto produttore di archivio, di sedimentazione e di storia archivistica. La formazione interdisciplinare permetterà ai corsisti di avere un’introduzione piuttosto ampia a riguardo dei vari ambiti disciplinari che intervengono quando si parla del patrimonio archivistico fotografico e filmico.

Titoli richiesti

Laurea o titolo equivalente, Diploma SUPSI, Diploma biennale CISA

Non laureati ammessi su CV e lettera motivazionale

Pre-iscrizione obbligatoria: 500 Euro (link al pagamento online): modulo di pre-iscrizione, da compilare e accludere alla domanda.

 

Metodologia

 

Il corso di specializzazione si svolgerà da ottobre 2020 a luglio 2021, articolandosi in due periodi organizzati in quattro insegnamenti blended, offerti sia in presenza, sia a distanza, con analisi diretta dei materiali storici e presentazione di casi di studio. Test e questionari di valutazione sono previsti al termine di ogni modulo. Sono previsti inoltre approfondimenti e seminari da parte di studiosi e di esperti in ambito archivistico, storico, artistico, che saranno organizzati durante i due semestri del corso.

 

Attestato finale

 

Alla fine del corso, superate le prove finali, verrà rilasciato un attestato di partecipazione e di frequenza valido per documentare le competenze acquisite a coloro che avranno seguito tutte le ore previste e avranno sostenuto gli esami. La frequenza verrà documentata dalla firma sul foglio delle presenze per le lezioni in presenza o dal docente all’inizio di ogni lezione per quelle via streaming.

 

Numero massimo di partecipanti

 

50 corsisti

 

Criteri di accettazione al corso di specializzazione

 

Ordine cronologico di iscrizione.

 

Responsabile scientifico e coordinatore del corso

 

Prof. Armando Antonelli, Bologna, Direttore di Documenta. Rivista internazionale di studi storico-filologici sulle fonti.

 

Docenti e insegnamenti

 

Karianne Fiorini, "Il trattamento archivistico dei film di famiglia", 30 ore di insegnamento dal 12 ottobre 2020 al 5 luglio 2021.

 

Daniele Bortoluzzi, "Il trattamento critico della fonte iconografica, secondo il metodo storico: ricostruire la storia della Svizzera attraverso le fotografie e il film amatoriale", 15 ore di insegnamento dal 12 ottobre 2020 al 19 marzo 2021.

 

Dario Taraborrelli, modulo di formazione in digital humanities. "Presentazione del patrimonio fotografico e filmico amatoriale online con particolare attenzione agli enti di conservazione sia in Svizzera, sia in Italia e alle principali piattaforme e portali europee e nordamericane presenti nel web", 15 ore di insegnamento da 19 aprile al 5 luglio 2021.

 

Marta Magrinelli, "Il trattamento archivistico delle fotografie", 30 ore di insegnamento dal 19 aprile al 5 luglio 2021.

 

 

I FILM DI FAMIGLIA

METODOLOGIE E PRATICHE ARCHIVISTICHE

CORSO DI FORMAZIONE SUL TRATTAMENTO ARCHIVISTICO DEI FILM DI FAMIGLIA

 

Docente Karianne Fiorini

 

 

I film di famiglia sono una particolare tipologia di audiovisivi sempre più spesso oggetto di trattamento da parte di archivisti, bibliotecari e operatori di varie istituzioni culturali. Le loro peculiarità richiedono un approccio archivistico e descrittivo specifico che differisce da quello tradizionalmente riservato agli audiovisivi. Un approccio e una metodologia che pongono un’attenzione prioritaria al contesto storico e familiare nel quale i film sono stati realizzati, e che hanno come obiettivo la lettura e l’analisi del contenuto di un film e del fondo filmico di appartenenza a partire dalle diverse informazioni di contesto e dalle testimonianze raccolte nella cerchia familiare di provenienza.

Cosa sono i film di famiglia? Cosa significa salvaguardare un film di famiglia e quali sono le pratiche d’archivio necessarie per far riemergere dall’oblio e restituire alla collettività questo patrimonio filmico inedito e privato? Come si descrive un fondo filmico e i film che lo compongono? Queste sono alcune delle questioni che saranno affrontate durante il corso attraverso un percorso di insegnamento strutturato in momenti di didattica ed esercitazioni.

 

Destinatari

 

Il corso è rivolto ad archivisti e operatori culturali di diverse istituzioni (archivi, cineteche, associazioni, biblioteche, mediateche) che necessitano di competenze teoriche e tecniche legate al lavoro di gestione, archiviazione e descrizione di questo patrimonio filmico, al fine di intervenire su materiali che sempre più spesso si inseriscono e si presentano nella pratica quotidiana degli operatori di questi ambiti. Ma è rivolto anche a coloro che possono essere interessati ad approfondire gli aspetti archivistici legati a questo tipo di materiale filmico per averne una maggiore consapevolezza nel momento del riuso in nuove produzioni cinematografiche, o nel loro percorso di studio e ricerca, come fotografi, collezionisti, laureandi, dottorandi, ricercatori, docenti di ogni livello, ordine e grado.

 

Metodologia e struttura del corso

 

Il corso sarà articolato in quattro moduli durante i quali si affronteranno tutti gli aspetti che concorrono alla salvaguardia di questo materiale (audio)visivo, seguendo passo dopo passo le tappe dello specifico itinerario archivistico.

Un primo modulo introduttivo è orientato a fornire una contestualizzazione storica della pratica del cinema familiare e amatoriale anche nei suoi aspetti tecnici (formati, attrezzature, evoluzione), sulla sua diffusione a partire dai primi anni Venti del Novecento, e sulle principali esperienze europee e nordamericane di salvaguardia e valorizzazione dei film di famiglia e amatoriali in ambito archivistico e artistico a partire dagli anni ’70.

Un secondo modulo è dedicato al trattamento archivistico specifico dei film di famiglia, con un percorso che si soffermerà su tutte le attività che concorrono al recupero di questo materiale filmico: dalla raccolta dei film alla redazione di un inventario, dal restauro conservativo alla digitalizzazione, dalla raccolta delle testimonianze orali alla descrizione archivistica e catalografica, dall’archiviazione alla valorizzazione in ambiti e contesti diversi.

Un terzo modulo prevede una simulazione di una sessione di acquisizione di un fondo filmico familiare (raccolta film, acquisizione delle informazioni di primo grado sul fondo filmico e sul cineamatore, riconoscimento dei formati cinematografici, stesura di un inventario e descrizione sommaria del fondo acquisito).

Un quarto modulo prevede infine una simulazione di una sessione di catalogazione di un fondo filmico familiare (analisi dell’inventario e della descrizione sommaria del fondo, visionamento film con un donatore/cineamatore/familiare, intervista al donatore/cineamatore/familiare, descrizione approfondita del fondo e descrizione dei singoli film che lo compongono, individuazione delle parole chiave, stesura della biografica del cineamatore/cineamatrice). Il modulo implica la partecipazione di un donatore/ cineamatore/cineamatrice/familiare.

 

Obiettivi formativi

 

Il corso si pone l’obiettivo di fornire la metodologia archivistica e gli strumenti teorici e pratici necessari per la contestualizzazione di questa tipologia di materiale filmico e per svolgere un accurato lavoro di identificazione, analisi, descrizione archivistica e catalografica di un fondo filmico e dei film che lo compongono, attività finalizzate a una corretta gestione e valorizzazione di questo patrimonio.

 

Materiale didattico

 

Il corso prevede la visione collettiva di materiale audiovisivo messo a disposizione dal docente e prevede la condivisione di dispense, articoli, saggi, pubblicazioni sui temi trattati.

 

Bibliografia di riferimento per sostenere l’esame

 

Pubblicazioni

 

Roger Odin, Le film de famille. Usage privè, usage public, Meridiens Klincksieck, Paris 1995;

 

Patricia Zimmerman, Reel Families: A Social History of Amateur Film, Bloomington, Indiana University Press, 1995;

 

Alice Cati, Pellicole di ricordi. Film di famiglia e memorie private (1926-1942), Milano, Vita e Pensiero, 2009;

 

Amateur Filmmaking. The Home Movie, the Archive, the Web, a cura di Laura Rascaroli,

Gwenda Young, Barry Monahan, New York, London, Bloomsbury Academic, 2014;

 

Mining the Home Movies: Excavations in Histories and Memories, a cura di Karen L. Ishizuka, Patricia Zimmerman, Berkeley, University of California Press, 2007 (Facoltativo);

 

Alan D. Kattelle, Home Movies. A History of the American Industry 1897-1979, Nashua, New Hampshire, USA, Transition Publishing, 2000 (Facoltativo).

 

Articoli / Saggi

 

Roger Odin, ll cinema amatoriale, in Storia del cinema mondiale, Torino, a cura di Gian Piero Brunetta, Torino, Einaudi, 2001;

 

Paolo Caneppele, Filmografie di famiglia. La teoria filmografica e la sua applicazione nell’ambito del cinema amatoriale, in Immagine n.17. Note di storia del cinema, Associazione Italiana per le ricerche di storia del cinema, Bologna, Paolo Emilio Persiani, 2018;

 

Karianne Fiorini, Paolo Simoni, Il cinema familiare e amatoriale negli archivi audiovisivi italiani: il caso dell’Archivio nazionale del film di famiglia, in Spigolature d’archivio. Contributi di archivistica e storia del progetto “Una città per gli archivi”, a cura di Armando Antonelli, Bologna, Bononia University Press, 2011.

 

Articoli/Saggi (Facoltativi)

 

Alice Cati, Pathé Baby e i dilettanti del cinema in Italia tra il 1927 e il 1935, in Il Metodo e la

passione. Cinema amatoriale e film di famiglia in Italia, a cura di Luisella Farinotti, Elena Mosconi, Comunicazioni Sociali, Rivista di media, spettacolo e studi culturali, Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, 2005;

 

G. Valperga, Origini, storia e realtà del formato ridotto, in Il formato ridotto, Museo Nazionale del Cinema, Torino, s.d.;

 

Karianne Fiorini, Emozioni del Novecento. Il lavoro dell’Archivio nazionale del film di famiglia, in I martedì. Proporre, riflettere, commentare, numero 8, anno 37, ottobre 2012, Bologna;

 

Karianne Fiorini, Mirco Santi, Per una storia della tecnologia amatoriale, in Il Metodo e la passione. Cinema amatoriale e film di famiglia in Italia, a cura di Luisella Farinotti, Elena Mosconi, Comunicazioni Sociali, Rivista di media, spettacolo e studi culturali, Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, 2005;

 

Paolo Simoni, Gianmarco Torri, Memories Can't Wait. Archiviare e valorizzare il cinema amatoriale, in Quel che brucia (non) ritorna. What Burns (Never) Returns. Lost and Found Films, a cura di Giulio Brusi – Simone Venturini, Udine, Campanotto, 2011.

 

Profilo bio professionale

 

Karianne Fiorini è tra i fondatori dell’Archivio Nazionale del Film di Famiglia (Bologna) ed è stata responsabile delle collezioni filmiche dell’archivio per oltre un decennio (2003-2015). Tra le attività di cui si è occupata fin dal 2003 un ruolo di rilievo spetta alla elaborazione e definizione di una metodologia di archiviazione e catalogazione dei film di famiglia e allo sviluppo di modalità di valorizzazione di questo patrimonio cinematografico in ambito archivistico e artistico. Ha collaborato a diversi progetti di salvaguardia e valorizzazione dei film di famiglia in ambito archivistico, tra i quali “Una città per gli archivi” (2009-2014) e il "Censimento degli archivi femminili della provincia di Bologna" (2012-2013). Dal 2017 è impegnata nella realizzazione del progetto "Censimento dei fondi filmici di famiglia" promosso dall’ICAR - Istituto Centrale per gli Archivi i cui risultati confluiscono sul Portale Antenati del Sistema Archivistico Nazionale, nella sezione Storie di famiglia ( http://www.antenati.san.beniculturali.it/storie-di-famiglia/). Si occupa di formazione al trattamento archivistico dei film di famiglia in ambiti e contesti diversi e dal 2017 è tra i docenti del Corso di Alta Formazione in Archivistica Contemporanea dell’Archivio Centrale dello Stato di Roma. È co-ideatrice e co-curatrice del progetto di formazione alla rielaborazione artistico-archivistica dei film di famiglia "Re-framing home movies" (2017-2020). Intervenuta in numerosi convegni nazionali e internazionali sul cinema amatoriale e di famiglia, tra i quali l’AMIA Conference (2007-2018) e l’Home Movie Summit (2010), è curatrice dell’Home Movie Day italiano a partire dal 2004 e dal 2018 è nel comitato scientifico dell’Home Movie Day internazionale. Ha curato il progetto "International Media Mixer" con il Chicago Film Archives (2017-2018), il progetto "Home Movie Marathon: Home Movie Day and Night: The 24-Hour Home Movie Marathon" (2019) con il Center for Home Movies americano, e dal 2014 sta curando il progetto di salvaguardia e valorizzazione dell’opera omnia della cineasta tedesca Helga Fanderl ( www.helgafanderl.com). Collabora con la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro nella sezione dedicata al Super8 (2015-2020).

 

 

FOTOGRAFIE

METODOLOGIE E PRATICHE ARCHIVISTICHE

CORSO DI FORMAZIONE SUL TRATTAMENTO ARCHIVISTICO DELLE FOTOGRAFIE

 

Docente Marta Magrinelli

 

 

Quasi sempre negli archivi della seconda metà dell'Ottocento e, ancor più in quelli del Novecento, si riscontra la presenza di raccolte fotografiche, spesso veri e propri archivi, quantitativamente e qualitativamente cospicui. Un tempo si riteneva che tale documentazione fosse da considerarsi solo come materiale allegato ai fondi documentari. Oggi tale concezione è stata profondamente aggiornata: raccolte e archivi fotografici sono considerati un patrimonio archivistico di rilevantissimo pregio da descrivere, conservare e valorizzare.

Conoscere la fotografia, come oggetto e come pratica; riconoscere i procedimenti fotografici e gli oggetti fotografici che con più frequenza costituiscono archivi e raccolte; elaborare strategie conservative mirate alla messa in sicurezza dei diversi oggetti fotografici, anche in rapporto alle risorse disponibili; organizzare, catalogare e digitalizzare i nuclei fotografici conservati in archivi, biblioteche, musei e altri spazi dedicati. Queste sono alcune delle questioni che saranno affrontate durante il corso attraverso un percorso didattico strutturato in momenti di didattica ed esercitazioni.

 

Destinatari

 

Il corso è rivolto ad archivisti e operatori culturali di diverse istituzioni (archivi, cineteche, associazioni, biblioteche, mediateche) che necessitano di competenze teoriche e tecniche legate al lavoro di gestione, archiviazione, descrizione e conservazione del patrimonio fotografico, al fine di intervenire su materiali che sempre più spesso si inseriscono e si presentano nella pratica quotidiana degli operatori di questi ambiti. Ma è rivolto anche a coloro che possono essere interessati ad approfondire gli aspetti archivistici legati a questo tipo di documentazione per averne una maggiore consapevolezza nel momento del riuso in produzioni cinematografiche (in special modo nella produzione di documentari), o nel loro percorso di studio e ricerca, come fotografi, collezionisti, laureandi, dottorandi, ricercatori, docenti fi ogni livello, ordine e grado.

 

Metodologia e struttura del corso

 

Il corso sarà articolato in cinque moduli durante i quali si affronteranno aspetti legati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio fotografico storico.

Il primo modulo si propone di fornire una contestualizzazione: dalle vicende legate all’accoglienza e ai dibattiti attorno alla nascita della fotografia, alle evoluzioni tecniche del mezzo legate alla pratica fotografica, fino all’affermazione della fotografia come bene culturale.

Il secondo modulo è dedicato al trattamento catalografico e archivistico della fotografia. La catalogazione intesa come pratica conoscitiva sarà l’inizio di un percorso che intende analizzare: tipologie di archivi, raccolte e collezioni fotografiche, principali standard descrittivi, fotografia come oggetto catalografico e digitalizzazione del patrimonio fotografico, come pratica conservativa e comunicativa.

Il terzo modulo intende soffermarsi su uno degli aspetti fondamentali della catalogazione fotografica, l’identificazione dei principali procedimenti fotomeccanici e fotografici storici, anche attraverso momenti di esercitazione pratica di riconoscimento delle tecniche fotografiche condotti su documentazione originale.

Il quarto modulo è dedicato alla messa in sicurezza del patrimonio fotografico storico: manipolazione degli esemplari, analisi dei tipi di degrado, scelta degli ambienti, dei parametri di conservazione e dei materiali di condizionamento, tra ideale e buona pratica.

Il quinto modulo prevede infine la simulazione di una sessione di catalogazione e inventariazione, dalla catalogazione della singola fotografia all’inventariazione di archivi, raccolte e collezioni fotografiche. L’esercitazione si prevede dunque articolata in due momenti: il primo incentrato sull’individuazione dei dati oggettivi e di contenuto della fotografia intesa come oggetto catalografico e sulla strutturazione di questi mediante standard descrittivi, finalizzato alla compilazione di una scheda catalografica; il secondo dedicato al trattamento archivistico di archivi, raccolte e collezioni fotografiche, finalizzato alla stesura di diversi strumenti d’accesso alla documentazione (censimenti, guide, elenchi di consistenza, elenchi topografici, inventari).

 

Obiettivi formativi

 

Il corso si pone l’obiettivo di fornire la metodologia archivistica e gli strumenti teorici e pratici necessari per la contestualizzazione del documento fotografico e per svolgere un accurato lavoro di identificazione, conservazione, inventariazione e descrizione catalografica dei complessi fotografici e delle fotografie che li compongono, attività finalizzate a una corretta gestione e valorizzazione di questo patrimonio.

 

Materiale didattico

 

Il corso prevede la visione collettiva di materiale fotografico originale messo a disposizione dal docente e prevede la condivisione di dispense, articoli, saggi, pubblicazioni sui temi trattati.

 

Bibliografia di riferimento per sostenere l’esame

 

Primo modulo

 

La bibliografia specifica verrà fornita dal docente durante lo svolgimento delle lezioni.

 

Secondo modulo

 

Italo Zannier, Daniele Tartaglia, La fotografia in archivio, Milano, Sansoni, 2000.

 

Terzo e quarto modulo

 

Il restauro della fotografia. Materiali fotografici e cinematografici, analogici e digitali, a cura di Barbara Cattaneo, Firenze, Nardini, 2013.

 

Quinto modulo

 

Alcuni capitoli, che verranno indicati dal docente nel corso delle lezioni, tratti da Paola Carucci, Maria Guercio, Manuale di archivistica, Roma, Carocci, 2008.

 

Profilo bio professionale

 

Marta Magrinelli si occupa di catalogazione, conservazione, gestione e valorizzazione di archivi fotografici. Dal 2009 collabora con la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna nell’ambito del progetto “Una città per gli archivi” per il quale è referente per gli archivi fotografici. Negli anni, in linea con le finalità del progetto, ha realizzato diversi interventi di messa in sicurezza, inventariazione e valorizzazione di importanti patrimoni fotografici, tra i quali l’archivio fotografico dell’Antoniano di Bologna, l’archivio del fotografo Francesco Giovannini, l’archivio fotografico di Libertà Carducci e lo spezzone d’archivio dello Studio fotografico Villani di proprietà della Fondazione del Monte, l’archivio fotografico della Famèja Bulgnèisa, quello dell’Unione Donne in Italia di Bologna e quello della Società di Educazione Fisica Virtus di Bologna, quello dell’Azienda unità sanitaria locale di Bologna e dell’ex Ospedale psichiatrico Roncati di Bologna, e inoltre gli archivi fotografici di personalità come quelli dell’architetto Paolo Sironi, del restauratore Alfonso Rubbiani e del sinologo Francesco Lorenzo Pullé. Dal 2010 collabora con la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola per la quale ha lavorato al riordino, la messa in sicurezza e la descrizione di alcuni fondi fotografici, tra cui quello dell’architetto Adriano Marabini. Ha preso parte al recupero e alla valorizzazione degli archivi storici fotografici delle aziende bolognesi Acma e GD culminato 2018 con una mostra e il workshop presso la Fondazione MAST di Bologna “Macchine, paesaggi e vite” nell’ambito della XI Edizione di Archivi Aperti.

Dal 2015 tiene corsi di formazione e seminari di catalogazione, conservazione e valorizzazione del patrimonio fotografico destinati a bibliotecari, archivisti e operatori culturali per varie istituzioni come la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, la Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, la Società Kinè, l’Associazione Italiana Bibliotecari dell’Emilia-Romagna, la società Libermedia di Brindisi, Ha organizzato il workshop di catalogazione della documentazione fotografica dell’Archivio Ferrania nell’ambito del progetto “Ferrania a Memoria”. Nel 2015, con la società Opendoc di Milano, ha contribuito al censimento e all’intervento di catalogazione di alcuni fondi audiovisivi dell'Archivio etnografico e di storia sociale della Regione Lombardia e nel 2020, le è stato affidato dal Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Roma Tre l’intervento di catalogazione, indicizzazione e pubblicazione online sulla digital library “Ti racconto

la storia”, promosso dalla Direzione generale degli archivi – Istituto centrale per gli archivi, del fondo audiovisivo conservato presso l’Archivio storico minerario sardo di Monteponi Iglesias. Dal 2017 partecipa all'organizzazione delle attività di promozione culturale della Fondazione Carlo Gajani che ha sede in quella che è stata la casa e lo studio del pittore e fotografo bolognese a cui deve il suo nome, inserita nel circuito internazionale ICOM-DEMHIST, il cui scopo principale è quello di preservare le case-museo. Inoltre segue il riordino, l’inventariazione e la valorizzazione dell'archivio di Carlo Gajani, con le diverse opere   esposte dell’artista (dipinti, serigrafie, incisioni, fotografie), la sua ricca biblioteca d’arte e fotografia e molti oggetti del quotidiano. Nell’ambito del progetto “Archivi” collabora con l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Forlì-Cesena in qualità di referente per gli archivi e le raccolte fotografiche, di manifesti e materiale audiovisivo, di cui ha condotto un censimento confluito poi nella stesura della “Guida agli archivi dell’Istituto”, di cui è stata co-curatrice. Nel 2019 ha collaborata con ricerche iconografico-documentali alla curatela delle mostre “Formazione professionale, lavoro femminile e industria a Bologna. 1946-1970” (Bologna - Museo del Patrimonio Industriale) e “Forlì città educativa storie di asili e storie di città nel Novecento   “, realizzata nell’ambito del Festival “Forlì città del Novecento” promossa dal Comune di Forlì (Forlì – Palazzo Albertini). Nel 2020 la Regione Toscana le affida l’incarico di archivista nell’intervento di verifica dell'integrità del patrimonio degli Archivi Alinari.

 

FOTOGRAFIE E FILMATI AMATORIALI

METODOLOGIE PER LA CRITICA DELLE FONTI E LE PIATTAFORME DEL WEB

CORSO DI FORMAZIONE SUL PATRIMONIO SVIZZERO TRA DIGITAL HUMANITIES E RICERCA STORICA

 

Docenti Daniele Bortoluzzi e Dario Taraborrelli

 

 

Nel corso del Novecento è risultato sempre più evidente quanto le produzioni audiovisive siano diventate una fonte imprescindibile in ogni ricerca storica sul mondo contemporaneo. Alla massiccia diffusione e alla facilità d’uso, che macchine fotografiche e cineprese hanno conosciuto a partire dalla loro invenzione ne sono conseguite, tra i molti elementi di novità, la nascita di un nuovo linguaggio del potere e la moltiplicazione di testimonianze storiche, anche ad opera di gruppi sociali, classi e certi che, nei secoli precedenti non ne avrebbe avuto i mezzi e tanto meno l’opportunità. Nonostante non esista ancora una diplomatica del documento audiovisivo, vi è comunque la necessità di operare una rigorosa esegesi e critica delle fonti, riflettendo sul contesto storico, sui mezzi con i quali le testimonianze sono state registrata e sul loro processo di produzione, stampa e conservazione.

 

Destinatari

 

Il corso è rivolto ad archivisti e operatori culturali di diverse istituzioni (archivi, cineteche, associazioni, biblioteche, mediateche) che necessitano di una base teorica, storica e metodologica per affrontare la comprensione, la descrizione e l’intervento su queste particolari tipologie di documentazione conservata negli archivi, con una particolare attenzione all’ambito degli archivi personali e privati in Svizzera.  Ma è rivolto anche a tutti coloro che possono essere interessati ad approfondire gli aspetti archivistici legati a questo tipo di materiale fotografico e filmico per averne una maggiore consapevolezza nel momento del riuso in nuove produzioni cinematografiche, o nel loro percorso di studio e di ricerca, come fotografi, collezionisti, laureandi, dottorandi, ricercatori, docenti di ogni livello, ordine e grado.

 

Metodologia e struttura del corso

 

Il corso sarà articolato in due macro moduli e si svolgerà attraverso lezioni frontali e in streaming, attività di laboratorio con analisi diretta dei materiali storici e presentazione di casi di studio.

ll primo modulo di 15 ore intende fornire agli allievi gli strumenti metodologici di base per una corretta esegesi della fonte. Se per lo studio del Novecento fotografie e filmati sono fonti ormai insostituibili nella ricerca storica, tuttavia essi necessitano di un approccio critico, partendo dal presupposto che come ogni prodotto dell’attività umana essi non sono neutri e non raccontano una “verità oggettiva”. In questo modulo si ripercorreranno le tappe che hanno portato alla nascita, allo sviluppo e alla diffusione di fotografie e filmati, soffermandosi anche sugli aspetti strettamente tecnici legati alle tecniche e ai supporti. Particolare attenzione sarà dedicata al problema storico di come fotografie e filmati siano in grado di raccontare gli eventi e la società elvetica nel corso del Novecento. Questo permetterà ai corsisti sia di approfondire alcuni aspetti salienti della storia della Svizzera, sia di riflettere sui diversi utilizzi (informazione, denuncia, propaganda, documento storico) che fotografie e film, anche di natura privata,  hanno avuto nel corso del secolo.

Il secondo modulo di 15 ore sarà dedicato agli archivi fotografici e si concentrerà dapprima su un’analisi teorica attorno ai concetti di archivio fotografico, aggregazioni di fotografie e fotografie in archivio per arrivare a definire alcune caratteristiche di tale fenomeno documentario. Verranno poi prese in esame le principali linee di interpretazione in ambito europeo e nordamericano sulla presenza della fotografia in archivio per arrivare alle più recenti riflessioni sulla problematica degli archivi fotografici digitali. Infine verranno affrontate le tematiche della diffusione e della rappresentazione dei materiali fotografici adottate nelle piattaforme di ricerca e nei portali online grazie all’esame degli elementi principali della riflessione critica delle digital humanities sulle soluzioni applicative per una corretta descrizione di questa particolare tipologia di aggregazione di documenti. Oltre all’introduzione teorica, necessaria per una corretta impostazione critica a proposito della tematica generale dell’archivio fotografico, l’intero modulo si concentrerà su casi particolari degli archivi personali e privati del contesto svizzero

 

Obiettivi formativi

 

Il corso ha per obiettivo quello di fornire un quadro teorico sulla dimensione archivistica legata sia alla formazione degli archivi fotografici e audiovisivi, sia alla presenza di tali materiali in archivio, biblioteche, raccolte indagando gli aspetti metodologici collegati alla corretta comprensione dei singoli oggetti così come delle raccolte, alla loro stratificazione, ai rapporti con i differenti contesti di produzione, di conservazione e d’uso. Inoltre verranno affrontate le tematiche della critica delle fonti iconografiche, fotografiche e audiovisive nella ricerca storica. Successivamente verranno prese in esame le attività che caratterizzano oggi lo studio e la rappresentazione di materiali fotografici e audiovisivi in rapporto con le descrizioni archivistiche. Verrà fornito un quadro critico delle risorse attualmente disponibili online per la ricerca nel contesto svizzero e italiano con un’analisi di alcune soluzioni applicative utilizzabili in un intervento su un fondo fotografico o audiovisivo.

 

Materiale didattico

 

Il corso prevede la visione collettiva di materiale fotografico originale messo a disposizione dal docente e prevede la condivisione di dispense, articoli, saggi, pubblicazioni sui temi trattati. Verranno inoltre utilizzati i principali portali web che nel contesto svizzero mettono a disposizione online archivi e collezioni fotografiche.

 

Bibliografia di riferimento per sostenere l’esame

 

Per il primo modulo: oltre ai saggi che verranno forniti durante le lezioni si consiglia la lettura di Peter Burke, Testimoni oculari. Il significato storico delle immagini. Carocci, Roma, 2017 o edizioni successive.

 

Joan M. Schwartz, “To speak againg with a full distinct voice” Diplomatics, Archives, and Photographs, in «Ricerche di storia dell’arte», 106, 2012, pp. 7-24.

 

Timothy Schlak, Framing photographs, denying archives: the difficulty of focusing on archival photographs, in «Archival Sience», 8, 2008, pp. 85-101, (disponibile al seguente indirizzo: https://www.researchgate.net/publication/225123403_Framing_photographs_denying_archives_The_difficulty_of_focusing_on_archival_photographs).

 

Tiziana Serena, La profondità della superficie. Una prospettiva epistemologica per ’cose’ come fotografie e archivi fotografici, in «Ricerche di storia dell’arte», 106, 2012, pp. 50-69.

 

Profilo bio professionale

 

Dario Taraborrelli, archivista si occupa di archivi fotografici di personalità o di associazioni e di archivi giudiziari o di pubblica sicurezza di età moderna e contemporanea.Ha riordinato l’archivio fotografico della Cooperativa lavoratori della terra di Medicina (Bo) e l’archivio fotografico di Gino Torresi conservato presso la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna all’interno del progetto “Una città degli archivi” della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna per cui sta curando il riordino dell’archivio fotografico dell’Unione Donne d’Italia di Ravenna e dei fondi giudiziari dell’archivio di Stato di Ravenna (dei secc. XVI-XX). Collabora con l’Archivio di Stato di Ravenna per il riordino del fondo della Questura di Ravenna.

Nel 2019 ha partecipato al progetto “Le case e le cose” della Fondazione 1563 per le arti e la cultura di Torino sui sequestri dei beni ebraici dopo l’emanazione delle leggi razziali e in particolare l’utilizzo della fonte fotografica.

Per l’Associazione nazionale archivistica italiana, ha organizzato il corso di formazione “Fotografie e archivi” (edizione 2020). È membro della redazione della rivista online Il Mondo degli archivi.

Sul tema degli archivi fotografici ha pubblicato La fotografia stereoscopica tra immagini e immaginario, in «Documenta: rivista internazionale di studi storico-filologici sulle fonti», II, 2019.

 

Daniele Bortoluzzi è dottore di ricerca in studi storici. Durante l’anno accademico 2018-2019 è stato professore a contratto per il corso di storia delle istituzioni militari presso l’Università degli Studi di Milano, ha inoltre tenuto lezioni presso le Università di Firenze, Siena e Bologna. Attualmente è iscritto alla SUPSI di Locarno per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento della storia nelle scuole di maturità svizzere. Collabora con la cooperativa Hibou per la realizzazione di una mostra e di un catalogo fotografico su Dante e Ravenna dal Trecento al Novecento. È inoltre principal investigator per il progetto Rapida “Landscape, climate, and environment in the coastland of Ravenna” finanziato dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

Ha partecipato a diversi convegni nazionali e internazionali a tema storico e storiografico ed è autore di diverse pubblicazioni scientifiche in riviste nazionali e internazionali. È inoltre membro del comitato scientifico e di redazione della rivista Documenta, socio della Società italiana degli storici medievisti e socio corrispondente della Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna.

I suoi interessi di ricerca rientrano nella sfera della didattica della storia, della storia sociale, politica e militare.

 

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Costo totale 6500 Euro

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